Il rugby e l’arte dell’innovazione nelle aziende che vincono davvero

Il Ceo di Digital Hub nonché conduttore dei format Start Up Open Bar e Start Up Shots del nostro gruppo editoriale utilizza la sua passione per lo sport di squadra per eccellenza per spiegare come portare al successo aziende piccole e grandi che vogliano davvero contribuire a migliorare il mondo.

di Antonio Procopio*

Antonio Procopio utilizza la metafora del rugby per illustrare l'importanza di dare vita a una squadra coesa anche in azienda per il successo complessivo della propria attività

Quando ero adolescente, il rugby non era solo uno sport: era una scuola di vita. Ogni allenamento era una lezione su come affrontare le sfide, lavorare insieme e rispettare l’avversario. Oggi, ripenso spesso a quelle giornate passate sul campo, soprattutto quando parlo di lavoro di squadra e innovazione.
Nel rugby, una mischia non è solo un mucchio di uomini che si spingono. È il simbolo perfetto di come ogni elemento del team contribuisce all’obiettivo comune: conquistare la palla.

Ogni posizione ha il suo ruolo, ogni movimento è coordinato, e la strategia cambia in tempo reale in base alla pressione degli avversari.

E nelle aziende innovative? Sostituite la palla con un progetto rivoluzionario e la dinamica è la stessa. In un mondo dominato dalla tecnologia e dall’incertezza, l’agilità e l’adattabilità sono indispensabili. Le metodologie Agile, con il loro approccio iterativo e collaborativo, ricordano incredibilmente il rugby.

Lo Scrum Master, come il capitano di una squadra, guida senza prevaricare, facilita la comunicazione e garantisce che ogni sprint si concluda con un progresso significativo.
Nel rugby, l’antagonismo è il cuore del gioco. Si combatte con tutte le forze, ma al fischio finale ci si stringe la mano e si celebra il “terzo tempo”, un momento unico in cui amici e avversari si ritrovano a condividere una birra e storie di campo. Questo equilibrio tra competizione e rispetto è un modello che il mondo aziendale farebbe bene ad adottare.

Immaginate un settore tecnologico in cui start-up e grandi aziende si confrontano duramente, ma con l’obiettivo comune di innovare e migliorare il mondo. Creare un “terzo tempo” professionale significa costruire relazioni autentiche, anche con i competitor, generando un ecosistema più ricco e collaborativo.

Un esempio concreto? Pensate a una società come Spotify. Nata in Europa, questa azienda ha trasformato il modo in cui consumiamo musica, diventando un punto di riferimento per l’innovazione digitale. Ma ciò che è altrettanto affascinante è il modo in cui Spotify gestisce i suoi team di sviluppo, ispirandosi proprio alla logica del rugby.

Spotify utilizza un sistema di squadre chiamate “tribe” (tribù) e “squad” (squadre). Ogni squadra ha un obiettivo specifico, proprio come i reparti di una squadra di rugby: chi si occupa della linea offensiva, chi della difesa e chi del supporto logistico. Le squadre sono autonome, ma coordinate all’interno di tribù più ampie, che garantiscono che il lavoro individuale sia perfettamente integrato in una strategia globale.
Proprio come in una squadra di rugby, dove il mediano di mischia collega gli avanti con i trequarti, Spotify assicura che ci siano figure di collegamento e strumenti efficaci per comunicare. L’obiettivo è che ogni squadra lavori al massimo delle sue capacità senza perdere di vista l’obiettivo comune: innovare e soddisfare le esigenze degli utenti.

E nel rugby aziendale, non dimentichiamo il “capitano”. Non è un boss autoritario, ma un leader che ascolta, incoraggia e porta avanti il team. Perché un team vincente non è quello con il giocatore più forte, ma quello in cui tutti danno il 100% per il bene comune.

Antonio Procopio utilizza la metafora del rugby per illustrare l'importanza di dare vita a una squadra coesa anche in azienda per il successo complessivo della propria attività

Quindi, cosa possiamo imparare dal rugby per migliorare i nostri team? Creare coesione, rispettare i ruoli, adattarsi rapidamente, e soprattutto ricordarsi che il rispetto e la collaborazione sono fondamentali, anche (e soprattutto) con gli avversari.

E ora tocca a voi: raccogliete questa palla e portatela a meta. Perché, che siate in un campo di gioco o in un ufficio, il principio è lo stesso: il successo è una vittoria di squadra. E se vi serve una birra per celebrare, fate pure: è il vostro “terzo tempo”.

*Chi sono

CEO di MYMY.IT e di Digital-Hub, oltre che CTO di Intarget Group, sono esperto di Innovazione, Digital Advisory & Digital Marketing. Tra le altre esperienze, per Oltre La Media Tv conduco il programma televisivo StartupOpenBar e il webcast StartupShots. Faccio parte del Comitato direttivo del Business Angels Club Pisa. Sono poi mentor di StartupGeeks ed esperto di business con un solido background tecnologico. Infine, partecipo direttamente ed indirettamente in oltre 40 start-up e scale-up, con due exit di rilievo.

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