L’innovazione di successo? Ha fiducia nelle persone e guarda con coraggio al futuro

Il nostro contributor Antonio Procopio riflette sulle ragioni che determinano la durata nel tempo di alcune innovazioni, al di là delle dimensioni aziendali che le hanno sostenute.

di Antonio Procopio*

Antonio Procopio riflette sui motivi che rendono un'innovazione un progetto destinato a durare nel tempo

Ricordo ancora il momento come se fosse ieri: ero un giovane programmatore, e il pacchetto era lì davanti a me. Quando ricevetti la mia prima copia di Windows 95, non potevo nascondere l’eccitazione – anche se, lo ammetto, ai più potevo sembrare solo un nerd entusiasta. Windows 95 non era solo un software; rappresentava qualcosa di rivoluzionario, il primo sistema operativo di massa con un’interfaccia a finestre che portava sui PC di tutti ciò che fino a quel momento era stato riservato ai pochi esperti di tecnologia. In quel momento capii quanto l’innovazione potesse essere potente, non solo nel creare qualcosa di nuovo, ma soprattutto nel renderlo accessibile.

Da lì in poi, ho sempre guardato all’innovazione con una certa fascinazione. Dietro ogni grande tecnologia c’è una storia, e dietro ogni storia ci sono persone, team e contesti che permettono a queste idee di nascere e crescere. Un esempio iconico che ha segnato il percorso dell’innovazione tecnologica sono gli Xerox PARC Labs, i leggendari laboratori di Palo Alto che hanno letteralmente disegnato il futuro.

Da questi laboratori sono nate invenzioni straordinarie: il mouse, la rete aziendale, le interfacce grafiche a finestre che hanno ispirato proprio quel Windows 95 che tanto mi aveva emozionato. Ma non finisce qui: i PARC Labs hanno dato vita al linguaggio di programmazione Smalltalk, che ha rivoluzionato la programmazione orientata agli oggetti, al primo prototipo di stampante laser, e al concetto di ethernet, che ancora oggi è la spina dorsale della comunicazione tra computer.

Questi laboratori, però, non erano solo un luogo pieno di menti brillanti. Essi rappresentavano il frutto di una strategia aziendale che puntava sull’esplorazione e sull’innovazione. Eppure, non tutte le grandi idee nate in quel contesto sono state adeguatamente valorizzate da Xerox: alcune di esse sono state adottate da altri player, come nel caso di Apple, che ha trasformato le intuizioni dei PARC Labs in successi globali.

È un fenomeno che invita a riflettere: l’innovazione non si esaurisce nella nascita di nuove idee, ma si realizza quando queste vengono riconosciute, sviluppate e tradotte in valore concreto.
Oggi vediamo dinamiche simili in contesti altrettanto iconici, come quelli di Google.

I laboratori di Google X, la celebre “moonshot factory”, sono noti per progetti visionari, ma è nelle iniziative più quotidiane che si vedono risultati concreti. Gmail, per esempio, è nato quasi per caso, grazie al 20% del tempo lavorativo che Google permette ai propri dipendenti di dedicare a progetti personali.

Allo stesso modo, Google Earth, che ha trasformato il modo di esplorare il mondo, è stato per un periodo considerato un progetto troppo ambizioso per avere successo. Gmail è oggi una colonna portante dell’ecosistema Google, mentre Google Earth ha avuto una parabola più breve, dimostrando che non tutte le innovazioni trovano una collocazione duratura sul mercato.

Tuttavia, l’innovazione non è esclusiva dei giganti della tecnologia. Oggi, vi sono contesti sempre più diffusi che rappresentano veri e propri ecosistemi per far nascere nuove idee: acceleratori di startup, startup studio, innovation hub, corporate venture builder e programmi di open innovation. In questi ambienti, startup e grandi aziende collaborano per creare soluzioni ibride che trasformano settori tradizionali, generando valore attraverso la contaminazione di competenze e visioni diverse.

In definitiva, l’innovazione è una questione di fiducia e coraggio: fiducia nelle persone e coraggio di investire nel futuro. Se c’è una lezione da apprendere dai laboratori di Xerox o dai contesti moderni, è che non si può prevedere con certezza quale idea avrà successo. Tuttavia, senza creare le condizioni affinché queste idee possano emergere e svilupparsi, si rischia di perdere opportunità fondamentali.

Come disse il grande Douglas Adams, autore di Guida galattica per autostoppisti: «L’innovazione è come un esperimento di laboratorio: a volte si sbaglia, a volte si fallisce, ma ogni tanto si scopre qualcosa di straordinario. L’importante è non smettere mai di provare».

*Chi sono

CEO di MYMY.IT e di Digital-Hub, oltre che CTO di Intarget Group, sono esperto di Innovazione, Digital Advisory & Digital Marketing. Tra le altre esperienze, per Oltre La Media Tv conduco il programma televisivo StartupOpenBar e il webcast StartupShots. Faccio parte del Comitato direttivo del Business Angels Club Pisa. Sono poi mentor di StartupGeeks ed esperto di business con un solido background tecnologico. Infine, partecipo direttamente ed indirettamente in oltre 40 start-up e scale-up, con due exit di rilievo.

Segui la diretta di: