
Emergenza sicurezza sul lavoro: il decalogo Landoil per invertire la rotta
Sono più di 1000 le morti bianche nel 2024. Riccardo Bailo: «Le aziende hanno un ruolo cruciale nella costruzione di una cultura della prevenzione»
Lo scorso anno ha segnato un bilancio drammatico per la sicurezza sul lavoro in Italia. Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, nel corso del 2024 si sono registrate 1.090 vittime, con un incremento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma la gravità del problema e l’urgenza di affrontarlo con interventi concreti.

Una delle criticità più evidenti è la scarsa consapevolezza dei lavoratori sui rischi professionali. Secondo un’indagine condotta da Landoil Technology, azienda specializzata in lubrificanti industriali, solo un lavoratore su quattro si dichiara realmente informato sulle misure di sicurezza, mentre quasi la metà (48,6%) si ritiene solo parzialmente preparata. Ancora più preoccupante risulta essere il dato relativo alla formazione: solo il 21,5% dei lavoratori riceve aggiornamenti periodici, mentre meno del 20% considera adeguati gli investimenti aziendali in dispositivi di protezione.
Le differenze territoriali aggravano il quadro generale. Al Sud, la consapevolezza sui rischi si attesta al 20% sotto la media nazionale, evidenziando la necessità di interventi mirati per colmare il divario. Dal punto di vista della distribuzione geografica delle vittime sul lavoro, la Lombardia risulta essere la regione con il bilancio peggiore (131). Seguono: Campania (84), Lazio (73), Emilia-Romagna (71), Sicilia (65), Veneto (54), Piemonte (51), Toscana (49), Puglia (45), Sardegna (27), Trentino-Alto Adige (26), Liguria (21), Calabria e Umbria (19), Abruzzo (17), Basilicata (16), Marche (15), Friuli-Venezia Giulia (14), Valle d’Aosta e Molise (4).
«I numeri parlano chiaro: gli investimenti sulla sicurezza non possono più essere rimandati e le aziende hanno un ruolo cruciale nella costruzione di una cultura della prevenzione», afferma Riccardo Bailo, Presidente di A+B Industrial Tools Company. «Il nostro impegno va oltre la fornitura di prodotti sicuri: vogliamo promuovere un cambiamento culturale, basato sulla formazione continua e sul dialogo tra azienda e lavoratori».
Con l’idea di trasformare la sicurezza da obbligo normativo a valore condiviso, Landoil Technology ha elaborato un decalogo strategico costituito da dieci possibili azioni concrete:
Mappare i rischi: la prevenzione inizia dalla conoscenza. Nel settore degli oli lubrorefrigeranti, solo il 10,3% dei lavoratori conosce i rischi specifici.
Formazione continua: solo il 21,5% riceve aggiornamenti regolari. La formazione deve essere un investimento, non un adempimento burocratico.
Dispositivi di protezione: il loro utilizzo costante e la manutenzione regolare rappresentano la prima difesa contro gli infortuni.
Manutenzione preventiva: il 78% delle aziende non controlla regolarmente le emulsioni lubrorefrigeranti. Una manutenzione efficace riduce il rischio di incidenti.
Comunicazione visiva chiara: una segnaletica aggiornata e ben visibile può fare la differenza in situazioni di emergenza.
Piani di emergenza strutturati: procedure chiare, ruoli definiti e simulazioni regolari sono fondamentali per una risposta efficace.
Dialogo aperto: il 50% dei lavoratori si sente ascoltato quando segnala rischi. Creare un ambiente di confronto rafforza la prevenzione.
Ordine e organizzazione: spazi di lavoro ben organizzati riducono significativamente il rischio di incidenti.
Sorveglianza sanitaria: controlli regolari e screening mirati sono strumenti essenziali per la prevenzione.
Innovazione e aggiornamento: restare al passo con le nuove normative e tecnologie garantisce ambienti più sicuri.
«La sicurezza sul lavoro richiede un impegno collettivo», conclude Bailo. «Questo decalogo vuole essere uno strumento concreto per favorire un cambiamento profondo, con un impatto reale sulla tutela della vita dei lavoratori».
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