
Vento in poppa per l’imprenditoria femminile: ritorna “Women ONBoarding” di Unicredit
Nato per promuovere l'empowerment, il progetto ha l'obiettivo di valorizzare il talento e la leadership femminile, offrendo alle donne delle nuove generazioni imprenditoriali gli strumenti necessari per la crescita professionale e personale.
Molte luci, ma anche qualche ombra: è il quadro emerso dall’Osservatorio imprese femminili di Prometeia, presentato lo scorso 27 marzo a Milano nella sede di Unicredit, in occasione del lancio di Women ONBoarding, il progetto di empowerment promosso dall’istituto bancario con il contributo dell’associazione non profit Gamma Donna. Giunta alla quinta edizione, l’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare il talento e la leadership femminile, offrendo alle donne delle nuove generazioni imprenditoriali gli strumenti necessari per la crescita professionale e personale.

Al saluto iniziale della Head of Corporate UniCredit, Luisella Altare, è seguito l’intervento della Head of Territorial Relationships – Advisory Board & Territorial Plans, Alessandra Rocchi, che ha condotto i lavori della giornata. A lei il compito di introdurre Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia, che ha presentato i dettagli del loro report.
Tra i dati più rilevanti, l’Osservatorio ha sottolineato il consolidamento dell’imprenditoria femminile in Italia, con una quota di imprese guidate da donne che nel 2024 si attesta al 24.4% (era 24.7% nel 2023), rappresentativa di quasi un milione e mezzo di aziende.
Le ombre cui si accennava inizialmente hanno a che fare con il gender gap tuttora presente nel mondo del lavoro italiano, che pone il nostro Paese in posizione di svantaggio rispetto alla media Ue. E tuttavia, un contributo alla riduzione di questo tipo di ostacolo sarebbe arrivato dai fondi PNRR per l’imprenditorialità femminile e dalla certificazione di parità di genere. Entrambi gli strumenti avrebbero infatti permesso di raggiungere il target di quasi 2.400 imprese femminili da finanziare entro il 2026. Superato quell’obiettivo, entro lo stesso anno vi saranno 800 imprese da certificare per parità di genere.

Relativamente alla tipologia di imprese guidate da donne, la ricerca di Prometeia conferma la prevalenza delle ditte individuali (pari al 27%) sulle società di persone e di capitale. Cresciuto lo scorso anno di un punto percentuale il numero delle start-up guidate da donne, salite al 15,3% del totale. Registrato, invece, un arretramento tra le Pmi Innovative, scese all’8.5% nelle iscrizioni del 2024 dal 9.3% del 2023.
Se si guarda alla distribuzione geografica delle imprese femminili, sia nel caso delle start-up che delle Pmi innovative, resta maggioritaria la presenza nelle regioni del Centro e del Sud. Il tasso di femminilizzazione risulta invece in leggero arretramento nel Nord.
Analogamente, le imprese guidate da donne continuano a posizionarsi nella sanità, nell’istruzione e nei servizi legati al turismo stabilmente sopra la media, nonostante un arretramento delle nuove iniziative negli anni più recenti, e un picco di oltre il 55% per gli altri servizi, un comparto protagonista invece di uno stabile incremento dell’imprenditorialità femminile nell’ultimo quinquennio.
Sanità e istruzione risultano in ogni caso i comparti con la maggior incidenza di iscrizioni femminili nel 2024 tra le start Up, mentre il commercio torna a catalizzare la quota più elevata (oltre il 20%) di nuove Pmi innovative guidate da donne.
Contestualmente, l’Osservatorio di Prometeia ha rimarcato il consolidamento della maggiore presenza femminile in cariche societarie di settori più tradizionalmente maschili, quali logistica e utility.
In estrema sintesi, l’Osservatorio presentato lo scorso giovedì in Unicredit racconta di una crescita complessiva nelle aziende a guida femminile in maniera trasversale quanto a settori e dimensioni.
Tra i comparti più gettonati dalle donne ci sono il turismo e la ristorazione, ma destano maggiore interesse anche l’immobiliare e la sanità e, sebbene in modo più marginale, il manifatturiero.
Minore risulta poi il ricorso alla leva finanziaria da parte delle imprese femminili che, unito a maggiori riserve liquide e una buona redditività media, determina un vantaggio in termini di sostenibilità sotto tutti i punti di vista, settoriale, dimensionale e territoriale.

Tra le ombre più evidenti resta ancora evidente lo svantaggio dell’occupazione femminile italiana rispetto alla media europea. Un lieve recupero c’è stato negli ultimi anni, scrive l’Osservatorio, ma ciononostante il tasso di occupazione femminile in Italia si è attestato al 53.3% a fine 2024 (fonte Istat), confermandosi tra i più bassi del continente.
In riduzione, ma ancora superiore alla media Ue, è il gender gap pensionistico del nostro Paese, sceso al 26,4% del 2023 dal 38% del 2010.
Per fortuna, spunti positivi vengono da una maggiore dinamicità dell’occupazione femminile, rispetto a quella maschile, nelle fasce di età più giovani (in particolare quella 35-49) e per i titoli di studio più elevati (laurea e oltre).
L’Osservatorio di Prometeia ha ipotizzato poi una crescita rapida degli investimenti in intelligenza artificiale da parte delle imprese a guida femminile. L’accelerazione prossima ventura è strettamente collegata alla maggioritaria presenza delle donne nei servizi e nella distribuzione, due comparti in cui l’adozione della nuova tecnologia è fisiologicamente più importante.
Sotto questo aspetto, l’Italia si distinguerebbe per una situazione di partenza più favorevole rispetto alla media Ue, oltre che per una maggiore presenza di donne con elevate competenze tecniche in ICT.
La ricerca sostiene quindi che gli investimenti in IA da parte delle imprese femminili potrebbero essere un’opportunità non solo per ridurre il gender gap nel settore, ma anche per favorire, attraverso una maggiore partecipazione femminile, l’adozione di tecnologie digitali avanzate nel sistema imprenditoriale italiano.
Il passaggio generazionale nelle imprese italiane potrebbe peraltro essere un ulteriore ambito in cui le donne potrebbero avere un ruolo chiave. L’Osservatorio pone infatti in luce come nella distribuzione delle imprese per fascia d’età degli imprenditori (soci, azionisti o esponenti con cariche di controllo nel caso delle società) la quota di imprese femminili sia più elevata fra le aziende con persone giovani in ruoli guida, soprattutto fino ai 44 anni, per poi scendere progressivamente all’aumentare dell’età media.
Il bacino di imprese che si avvicina al passaggio generazionale (stimato più elevato tra le società di capitale rispetto alle altre tipologie d’impresa) rappresenta pertanto un’importante opportunità per un consolidamento della presenza di giovani generazioni di donne nel nostro tessuto imprenditoriale.
Da ultimo, l’incremento di imprese femminili atteso nei prossimi anni potrebbe contribuire ad allentare le tensioni commerciali e geopolitiche che attualmente scuotono il presente per due ragioni: da un lato, le donne sono presenti maggiormente in settori meno esposti alle guerre commerciali, dall’altro le medesime mostrano una superiore capacità di resilienza, viste anche la minore propensione femminile a investire in assenza di solidi paracaduti.

Alle slide illustrate dalla senior partner di Prometeia, è seguito l’intervento di Annalisa Areni, Head of Clients strategies di UniCredit, che ha dichiarato: «Supportare le donne nei loro percorsi lavorativi è una naturale conseguenza del nostro impegno volto a costruire una società più equa e giusta per clienti, dipendenti e comunità in cui operiamo. Vogliamo essere dei catalizzatori dell’empowerment delle donne e dei giovani, annullando il gender gap e offrendo all’imprenditoria femminile gli strumenti necessari per competere».
La parola è quindi passata a Giuseppe Meli, coach, mentor trainer di Menslab, che con il suo team ha tenuto durante la giornata in Unicredit la prima sessione di mentoring rivolta alle neo mentee selezionate per il percorso 2025/26 di sviluppo e crescita del proprio piano di impresa.

In chiusura della mattinata, le neo imprenditrici sono infatti state assegnate alle loro mentor, dopo aver ascoltato le testimonianze di due case history di successo. Si trattava di Gaia Milone, General Manager di Fluente Languages, che con la sua mentor ha appena avviato una partnership d’impresa, e Sara Santori, Cfo e Csr Manager della Conceria Nuvolari, accompagnata dalla mentor Susanna Martucci a “comunicare” meglio uno dei suoi prodotti più innovativi, ossia il suo notebook (il primo al mondo) completamente compostabile.
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