IMSA Award 2024: libertà e autonomia per tutti dalle start-up (anche femminili) vincitrici

Domotica, micromobilità, terapia cellulare e nuove tecnologie per garantire autonomia per tutti in modo sostenibile. Sono le start-up vincitrici dell'IMSA Award 2024.

I vincitori dell'IMSA Award 2024 sono Hemera e Alba Robot

Sono guidate ambedue da donne le start-up che si sono aggiudicate rispettivamente il premio e la menzione speciale attribuiti nei giorni scorsi nell’ambito dell’Italian Master Startup Award (IMSA) 2024.

In particolare, il primo (Premio Speciale in servizi Invitalia per la migliore start-up al femminile) è andato a Helios Domotics – LIT, che ha sviluppato una soluzione avanzata per il monitoraggio dei consumi energetici.

Menzione Speciale, invece, alle tecnologie indossabili innovative per il monitoraggio a distanza dei pazienti di Heremos.

A proposito dei due riconoscimenti ha commentato così Luigi Gallo, Responsabile Business Unit incentivi e innovazione: «Il Premio e la menzione speciale vanno ad iniziative che non solo sono innovative, ma sono guidate da donne. E questo testimonia l’impegno assunto dall’Agenzia nell’incentivare la
partecipazione femminile per realizzare e valorizzare progetti di ricerca e sviluppo in ambiti innovativi e sostenibili, contribuendo alla creazione di soluzioni tecnologiche avanzate».

Da segnalare anche il terzo premio speciale EIT Digital per la migliore start-up nella categoria ICT, assegnato a Young Platform, una società innovativa nel settore finanziario che offre servizi nel mercato delle criptovalute.

In generale, l’innovazione e l’attenzione alla sostenibilità caratterizzavano già in partenza tutte e undici le finaliste dell’IMSA edizione 2024, promossa dalla rete PNICube, e organizzata in collaborazione con l’Incubatore del Politecnico di Torino I3P e il supporto di Regione Piemonte tramite le risorse del Fondo Sociale Europeo Plus, e il patrocinio di MiMit, MAECI, ASviS e Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

Ad aggiudicarsi ex aequo il premio finale di 10 mila euro sono state però due start-up che hanno entrambe come core business restituire autonomia e libertà di movimento alle persone, seppure in due ambiti diversi.

La prima vincitrice è infatti Hemera per la categoria Life sciences MED-Tech, start-up che ha sviluppato REMaST®, terapia cellulare che si candida ad essere la prima al mondo in grado di rigenerare efficacemente i tessuti neurali per il trattamento delle lesioni del midollo spinale. Nata nel 2021 come spin-off dell’Università di Verona e dell’Università di Milano, l’azienda biotech è specializzata in medicina
rigenerativa per le malattie neurologiche. La terapia di Hemera utilizza un particolare tipo di cellule autologhe dell’immunità che vengono istruite in vitro ad esprimere al meglio le loro capacità riparative anche in un ambiente ostile come quello del midollo spinale, con possibili estensioni ad altre condizioni neuro-degenerative.
La CEO Cristiana Vignoli ha commentato così il Premio ricevuto: «Un grande riconoscimento che arriva in un momento cruciale per Hemera che ha una raccolta capitali in corso. Abbiamo già un lead investor, e concludere nel minor tempo il round significa poter attivare la procedura di autorizzazione presso l’Agenzia europea per i medicinali ed entrare finalmente in clinica per provare l’efficacia della nostra terapia».

La seconda start-up vincitrice a pari merito è ALBA Robot, una piattaforma di micro-mobilità indoor e in spazi pedonali che trasforma il trasporto delle persone utilizzando flotte di veicoli autonomi. Attraverso la piattaforma di fleet management fornisce infatti servizi di mobilità autonoma/assistita all’interno di strutture come aeroporti, ospedali e musei, o in aree pedonali, per restituire alle persone autonomia e indipendenza, in linea con l’obiettivo ONU SDG “Ridurre le disuguaglianze”. Nata nel 2019, è stata “Startup dell’Anno I3P” nel 2023, e conta oggi su 5 brevetti, di cui 3 internazionali.
«Siamo orgogliosi di questo prestigioso riconoscimento che premia il lavoro fatto negli anni dal nostro team di 30 ingegneri under 30 sulle tecnologie estremamente innovative e sull’internazionalizzazione. – ha commentato Lorenzo Sabaini, Product Manager ALBA Robot – Siamo certi che ci darà una spinta ulteriore per andare alla conquista di nuovi mercati, a partire dagli USA».

L’importanza di un premio come IMSA risiede nella stessa natura dell’iniziativa, che è nota per essere l’unica competizione nazionale che premia per le loro performance sul mercato le migliori giovani imprese ad elevato contenuto di conoscenza provenienti dalle Università e dagli Enti Pubblici di Ricerca (EPR).

Tra le finalità dell’evento c’è quindi proprio quella di far conoscere le imprese innovative che hanno già avuto un impatto economico e sociale, creando nuove opportunità di investimento e consentendo agli investitori di valutare al meglio il loro potenziale e decidere di sostenerle.
«Il venture capital tende spesso a concentrarsi su risultati a breve termine e nel settore dell’ICT – precisa la Presidente PNICube Paola Paniccia, Delegata sviluppo imprese, startup, spinoff dell’Università di Roma “Tor Vergata” – Noi, invece, ci impegniamo a sostenere anche le startup deep-tech, che richiedono maggiori investimenti e tempi di sviluppo più lunghi, aiutandole a uscire dai laboratori di ricerca. Un processo complesso per il quale è necessario un approccio sistemico all’innovazione e capacità di visione a lungo termine. Iniziative come quelle programmate da Invitalia con PNICube sono cruciali per affrontare queste sfide».
Ne è convinto anche il presidente dell’incubatore I3P, Giuseppe Scellato: «È fondamentale che il sostegno a queste imprese, i cui risultati emergeranno nel tempo, diventi strutturale e uno degli asset principali della politica industriale del Paese. Il rischio altrimenti è che non raggiungano le risorse sufficienti per essere competitive rispetto alle startup estere».

Segui la diretta di: