Co-cogito? Ergo sum Gen AI: Capgemini disegna il futuro del lavoro di manager e dipendenti

Da co-pilota a co-pensatore: è questo il ruolo destinato ad assumere dall'intelligenza artificiale generativa secondo la ricerca del Capgemini Institute che ha coinvolto 2.500 lavoratori, divisi tra leader ed entry-level.

Da co-pilota a co-pensatore: è questa l'evoluzione che avrà la Gen AI utilizzata nel mondo del lavoro nel prossimo futuro secondo la ricerca del Capgemini Institute

Non più semplice co-pilota, bensì un vero e proprio co-pensatore: è questo il ruolo che assumerà a breve l’intelligenza artificiale generativa secondo il report del Capgemini Research Institute, intitolato Gen AI at Work: Shaping the Future of Organizations.

La ricerca è stata condotta nel maggio scorso per mezzo di due principali filoni di indagine: una survey che ha coinvolto i dirigenti, pari a 1.500 manager di 500 organizzazioni globali con un fatturato superiore a 1 miliardo di dollari, operanti in 15 Paesi e 11 settori diversi. E in secondo luogo un sondaggio rivolto a mille dipendenti delle stesse organizzazioni. Ogni azienda era rappresentata da cinque persone (tre dirigenti e due entry-level).

Scopo della ricerca condotta dal think-tank interno di Capgemini, azienda globale specializzata nella trasformazione tecnologica e di business, era esplorare il punto di vista degli intervistati sull’adozione della Gen AI, utile anche per tracciare i contorni di ciò che ci attende nell’immediato futuro.

Tra i risultati più rilevanti, l’opinione condivisa sulla più che probabile capacità dell’intelligenza artificiale generativa di semplificare fino al 32% delle attività entry-level, favorendo una crescita più rapida dei dipendenti junior e liberando i manager da compiti amministrativi per concentrarsi su decisioni strategiche.

Restringendo lo sguardo ai soli leader, per il 78% degli intervistati, questa tecnologia potenzierà le loro capacità di problem-solving e decision-making, creando un modello di collaborazione innovativo in cui umani e AI lavorano in sinergia.

Tuttavia, il report sottolinea come l’adozione sia ancora agli inizi, ostacolata dalla mancanza di competenze specifiche tra i dipendenti e di formazione adeguata.

Sul problema si è espressa Monia Ferrari, l’amministratrice delegata Capgemini in Italia, con le seguenti parole: «Gli strumenti di AI generativa stanno diventando sempre più efficaci nell’agevolare compiti manageriali complessi, il che potrebbe mettere in discussione lo status quo della struttura organizzativa e del modo di lavorare». Secondo l’ad, la Gen AI «ha il potenziale di trasformarsi da co-pilota a co-pensatore, in grado di collaborare in modo strategico». Perché ciò possa accadere, serve la presenza di diversi fattori, «tra cui la capacità delle organizzazioni di investire nella formazione e nella preparazione dei dipendenti, così come di adottare misure proattive per l’acquisizione e lo sviluppo dei talenti», ha aggiunto.

Il Report del Capgemini Institute individua infatti l’aspettativa espressa dal 78% dei leader e manager di
automatizzare, entro i prossimi tre anni, gran parte delle attività amministrative che al momento li impegnano per un terzo del loro tempo di lavoro.

Allo stato attuale, però, benché la quasi totalità di leader e manager (il 97% degli intervistati) affermi di aver sperimentato strumenti di Gen AI, solo il 15% li utilizza almeno una volta al giorno nel proprio lavoro.

Inoltre, per quasi la metà (46%) dei team, l’AI viene utilizzata semplicemente come strumento per migliorare le capacità e i flussi di lavoro esistenti.

Tuttavia, starebbero iniziando ad emergere partnership uomo-macchina.
Un team su tre utilizza infatti già l’AI come un «membro del team», ad esempio migliorando le prestazioni umane o utilizzando agenti di AI per completare compiti predefiniti senza intervento umano.

Secondo il report, attualmente l’AI viene utilizzata come supervisore solo nell’1% dei team, ossia per dirigere, assegnare o dare priorità al lavoro umano. Tuttavia, nei prossimi 12 mesi, il 13% dei team prevede di utilizzare l’AI in questo ruolo.

In sintesi, sebbene quasi due terzi (64%) dei lavoratori utilizzino già strumenti di Gen AI per
il proprio lavoro, solo il 20% dei dipendenti lo fa quotidianamente.

I dipendenti sono peraltro consapevoli di non possedere ancora tutte le competenze necessarie per poterla utilizzare: solo il 16% ritiene di ricevere il supporto necessario per poterle adeguatamente sviluppare e soltanto il 13% di loro afferma di essere esperto in competenze conversazionali con le macchine, solo un terzo afferma di saper gestire i rischi sistemici della Gen AI e meno della metà dichiara di avere competenze di prompt engineering.

La fotografia scattata dal Capgemini Institute tratteggia insomma una metamorfosi in corso, dando però per certa l’accelerazione prossima ventura della crescita professionale in particolare dei dipendenti entry-level in tutti i settori. Quest’ultimo aspetto è sottolineato in particolare dal 71% dei manager (pari a 6 su 10 degli intervistati), che prevedono per i loro dipendenti junior «il passaggio dalla creazione alla revisione dei risultati generati dalla Gen AI».

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